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Ansia: quando preoccuparsi e cosa possiamo fare

edoardociofi
44 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min


ansia


L'ansia è una delle esperienze psicologiche più comuni.

Può comparire prima di un esame, di un colloquio di lavoro, di una gara, di una situazione importante o semplicemente in un periodo particolarmente intenso.

In questi casi, provare ansia non significa necessariamente avere un problema.

L'ansia, infatti, ha anche una funzione: ci prepara ad affrontare qualcosa che percepiamo come importante o minaccioso.

Il problema può nascere quando questa risposta diventa troppo intensa, troppo frequente o continua a presentarsi anche quando non sembra esserci un pericolo concreto.


Che cos'è davvero l'ansia?


Possiamo pensare all'ansia come a un sistema di allerta.

Quando percepiamo una possibile minaccia, il nostro organismo si prepara a reagire. Possono comparire sensazioni fisiche come:

  • aumento del battito cardiaco;

  • tensione muscolare;

  • agitazione;

  • difficoltà a respirare normalmente;

  • sudorazione;

  • sensazione di nodo allo stomaco;

  • difficoltà di concentrazione.


A queste sensazioni possono associarsi pensieri e preoccupazioni.

“E se succedesse qualcosa?”

“E se non fossi capace?”

“E se perdessi il controllo?”

Il problema non è quindi soltanto la sensazione fisica dell'ansia. È il modo in cui pensieri, emozioni, sensazioni corporee e comportamenti possono influenzarsi reciprocamente.


Quando l'ansia diventa un problema?


Non esiste una soglia uguale per tutti.

Un criterio utile è osservare quanto l'ansia interferisce con la propria vita.

Può essere il caso di fermarsi a riflettere quando:

  • le preoccupazioni occupano una parte consistente della giornata;

  • si iniziano a evitare situazioni per paura di stare male;

  • diventa difficile concentrarsi sul lavoro o sullo studio;

  • il sonno viene influenzato dalle preoccupazioni;

  • si cerca continuamente rassicurazione;

  • alcune sensazioni fisiche diventano motivo di forte preoccupazione;

  • l'ansia limita attività, relazioni o esperienze che prima facevano parte della propria vita.

Anche in questo caso, però, avere uno o più di questi segnali non significa automaticamente avere un disturbo d'ansia.

La valutazione spetta a un professionista, all'interno di un percorso individuale.

Il circolo dell'ansia

Una delle cose interessanti da comprendere è che l'ansia può alimentarsi attraverso un circolo.

Una sensazione fisica può essere interpretata come pericolosa.

Quell'interpretazione aumenta l'ansia.

L'aumento dell'ansia produce nuove sensazioni fisiche.

E quelle sensazioni possono essere interpretate nuovamente come una conferma che qualcosa non va.

A questo possono aggiungersi comportamenti di evitamento o di controllo.

Per esempio, una persona che teme di sentirsi male in una determinata situazione potrebbe iniziare a evitarla. Nel breve periodo questo può dare sollievo.

Ma se ogni volta che compare l'ansia evitiamo la situazione, non abbiamo necessariamente la possibilità di scoprire che possiamo affrontarla.

Comprendere questi meccanismi è spesso un primo passo importante.

Quindi bisogna eliminare l'ansia?

Non necessariamente.

L'obiettivo di un percorso psicologico non è sempre non provare più ansia.

L'ansia fa parte dell'esperienza umana e, in determinate situazioni, può essere persino utile.

Il punto può essere imparare a riconoscerla, comprenderne i meccanismi e sviluppare modalità più efficaci per affrontare ciò che la mantiene.

In psicoterapia cognitivo-comportamentale possiamo lavorare, per esempio, sul rapporto tra pensieri, emozioni e comportamenti e sui meccanismi che contribuiscono a mantenere una difficoltà.

A seconda della situazione possono essere utilizzati anche strumenti concreti, come tecniche di respirazione e rilassamento, esercizi esperienziali e, quando indicato, strumenti di biofeedback.

Quando può essere utile chiedere aiuto?

Non è necessario aspettare che l'ansia diventi ingestibile.

Se ti accorgi che sta condizionando il modo in cui studi, lavori, vivi le relazioni, fai sport o affronti le tue giornate, può essere utile fermarsi e capire cosa sta succedendo.

Non per cercare immediatamente di eliminare ogni sensazione di ansia.

Prima di tutto, per comprenderla.

E da lì capire insieme cosa può essere utile cambiare.

Se l'ansia sta occupando troppo spazio

A volte il primo passo non è trovare subito una soluzione, ma avere uno spazio in cui poter raccontare quello che sta succedendo.

Se senti che potrebbe esserti utile, possiamo parlarne.


 
 
 

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