Quando è il momento di andare dallo psicologo?

Non esiste un momento preciso in cui si possa dire: “Adesso è abbastanza grave, quindi posso chiedere aiuto.”
A volte si decide di rivolgersi a uno psicologo quando una difficoltà diventa difficile da gestire. Altre volte, invece, ci si arriva perché ci si accorge che qualcosa è cambiato: si fa più fatica del solito, alcune situazioni continuano a ripetersi oppure si sente il bisogno di fermarsi e capire meglio quello che sta succedendo.
Non è necessario aspettare di stare molto male per chiedere aiuto.
Uno spazio con uno psicologo può essere utile anche quando non c'è una crisi evidente, ma c'è qualcosa che vorremmo comprendere, affrontare o cambiare.
Ma quindi, quando andare dallo psicologo?
Ci sono situazioni molto diverse tra loro che possono portare una persona a chiedere un supporto psicologico.
Per esempio:
ci si sente spesso in ansia o sotto pressione;
una preoccupazione continua occupa molto spazio nella giornata;
si stanno vivendo difficoltà nelle relazioni;
ci si trova davanti a una scelta o a un cambiamento importante;
il lavoro o lo studio stanno diventando fonte di stress;
ci si sente bloccati e non si riesce a capire come uscirne;
alcune situazioni o modalità di comportamento continuano a ripetersi;
una difficoltà legata alla prestazione, allo sport o alla sessualità sta diventando importante;
si attraversa un periodo difficile dopo una separazione, una perdita o un altro cambiamento significativo.
Non significa che, in presenza di una di queste situazioni, sia necessariamente necessario iniziare una psicoterapia.
Significa che può valere la pena fermarsi e parlarne.
“Ma non sto poi così male”
È una delle frasi che sento più spesso quando una persona sta pensando di chiedere aiuto.
A volte ci confrontiamo con situazioni che consideriamo peggiori della nostra e pensiamo di non avere un motivo abbastanza valido per rivolgerci a uno psicologo.
Ma il confronto con gli altri non è un buon criterio per decidere se quello che stiamo vivendo merita attenzione.
La domanda può essere un'altra:
Quanto spazio sta occupando questa difficoltà nella mia vita?
Se un pensiero, un'emozione, una relazione o una situazione continua a condizionare le nostre giornate, forse vale la pena dedicarci uno spazio.
Chiedere aiuto non significa non farcela
Rivolgersi a uno psicologo non significa necessariamente essere fragili o incapaci di affrontare le difficoltà da soli.
Può significare, semplicemente, scegliere di non dover fare tutto da soli.
La psicoterapia, in particolare, è un percorso di lavoro condiviso. Si parte da ciò che sta succedendo e si cerca di comprenderlo insieme, individuando eventualmente modalità e strumenti per affrontare ciò che oggi crea difficoltà.
Non serve arrivare al primo colloquio con una diagnosi, con una spiegazione precisa o con le idee chiare.
Possiamo partire proprio da quello che c'è.
E il primo colloquio?
Il primo incontro può essere soprattutto un momento per capire.
Si parla di ciò che ha portato a chiedere aiuto, delle difficoltà presenti e di quello che si vorrebbe cambiare. È anche un'occasione per conoscersi e valutare insieme se e come iniziare un percorso.
Non significa necessariamente decidere tutto al primo incontro.
A volte il primo passo è semplicemente dare un nome a qualcosa che fino a quel momento era rimasto difficile da mettere a fuoco.
Non bisogna aspettare di essere al limite
Forse la domanda più utile non è:
“Sto abbastanza male per andare dallo psicologo?”
Ma:
“Quello che sto vivendo merita uno spazio?”
Se la risposta è sì, parlarne può essere un buon punto di partenza.
Se vuoi parlarne
Se senti che potrebbe essere utile capire meglio quello che stai vivendo, possiamo parlarne.
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